Vite raccoglie circa 35 opere recentissime di Fabrizio Sannicandro.

Nel suo duplice significato VITE celebra l’unione di essere umano e Natura: vite, la pianta mediterranea, già metafora nel Vangelo di Giovanni, e il plurale del sostantivo vita.

Il percorso espositivo inizia dal cuore concettuale della mostra: lo spazio destinato all’opera corale intitolata VITE, che dà il titolo alla mostra.

L’artista testimonia così la consapevolezza del flusso storico e biologico nel quale tutti gli esseri compongono di fatto un’unità, l’illusorietà dei singoli ego, e l’acquisizione di senso nel tutto di una storia non ufficiale.

Le storie personali contribuiscono ad un substrato esistenziale condiviso e riemergono permeando tutta la mostra, accordando su di un’unica nota opere diverse per tecniche e contenuto

In alcune opere la tecnica del pastello cretoso, accomuna nel tratto l’aridità del solco alla corteccia, al tralcio, agli elementi naturali; esse costituiscono un racconto intimo e comunitario al tempo stesso.

In altre opere toni e colori, trasparenze e fluidità, collocano le figure in uno spazio atemporale dove emozioni e sentimenti non sono descritti o narrati, ma solo indicati.  Persone ed animali raccolti nel momento in cui l’essenza da forma a ciò che c’è. Qua le figure appartengono a quella dimensione umana che è transculturale e transpersonale.

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In altre ancora la dimensione transpersonale riesce a pervadere immagini di fatto descrittive di una realtà “storica” e le tecniche si mescolano, così come le dimensioni personale, narrativa, atemporale.

La mostra nasce dall’idea di promuovere un rapporto con l’arte principalmente esperienziale: l’opera si propone qui come stimolo esplicito all’ ascolto interiore, memoria e fantasia.

Intendiamo privilegiare il rapporto diretto dell’osservatore con l’opera d’arte, non mediato da inquadramento teorico/storico, interpretazioni e spiegazioni.

“Approccio esperienziale” ha però, in questo particolare momento storico, per noi anche un altro significato.

Non solo la mostra è un evento fisico, in un luogo concreto in cui storia, natura, essere umano e territorio sono interlocutori reali, ma l’artista vuole comunicare al visitatore che l’arte è principalmente un’esperienza corporea, e questo è vero sia per chi crea l’opera che per chi ne usufruisce.

Il supporto virtuale all’evento è concepito come estensione inclusiva alla mostra e concorre a connettere i partecipanti alla realizzazione dell’opera corale VITE attraverso il sito www.viteinmostra.com, in un progetto che si estende nel tempo oltre la mostra e si proietta anche in altri luoghi.

L’esperienzialità della mostra è quindi giocata su due piani.

Il piano sociale, per il quale la location dell’evento artistico che inaugura tutto il progetto è determinante: l’Abbazia di Propezzano, posta all’interno dell’azienda vinicola De Strasser. Vino e convivialità esaltano l’aspetto celebrativo dell’arte, e il suo essere vita sulla Terra.

Il piano individuale, interiore, in cui ciascuno può interrogare il nucleo più intimo e vitale dell’essere, grazie all’opera esposta, farne un viaggio personale, rispecchiarsi o viverne l’alterità.

 

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La curatrice - Ilaria Ponzi

Psicologa ed ecopsicologa, ho integrato nella mia pratica diversi approcci: ho alle spalle una lunga formazione psicoanalitica giovanile, poi in analisi transazionale e in psicologia rogersiana, ma ritengo preziosi anche concetti di psicofisiologia e tecniche propriamente cognitiviste. Ho tenuto seminari sulla comunicazione nonviolenta di Marshall Rosenberg all’Università di Bologna, corsi di comunicazione empatica e mediazione organizzati da enti di formazione, società di mediazione e in diverse associazioni sul territorio nazionale.

Sono cofondatrice della nascente Scuola Italiana di Ecopsicologia M.U.S.E (Mediterranean Unitive School of Ecopsychology), nella quale proponiamo una declinazione tutta mediterranea del modello di Andy Fisher e di Bill Plotkin.

Da oltre dieci anni all’attività di docente e counselor, affianco la progettazione in ambito formativo, sociale e da oggi con VITE anche artistica.

Credo fortemente che l’approccio esperienziale costituisca il nucleo più vitale di ogni disciplina, arte e filosofia incluse!

Ritengo che ogni concetto una volta esperito realmente, si riveli con dimensioni che sarebbero state difficilmente intuibili in un ambito unicamente teorico.