La scelta della location è strettamente legata al concetto di esperienzialità che struttura la mostra: così come le opere esposte invitano ad una declinazione personale e interiore del concetto, la location ne attua la declinazione sociale.

Qua storia e spiritualità si rendono concrete nel luogo: l’Abbazia di Propezzano, sede dell’azienda vinicola De Strasser, dove vino e convivialità esaltano l’aspetto celebrativo dell’arte e il suo essere vita sulla Terra.

L’edificazione della chiesa, secondo la tradizione, nasce dal miracolo dell’apparizione della Madonna avvenuto in questo luogo il 10 maggio 715.

Malgrado non siano state ritrovate fonti medioevali e lo smarrimento delle carte dell’abbazia, la narrazione dell’evento miracoloso è stata tramandata dalla lunga iscrizione quattrocentesca affrescata, e ancora oggi parzialmente leggibile sulle parti d’intonaco rimaste, nella porzione di muro sopra al portale d’ingresso, dipinta per volere del canonico atriano Andrea Cerone.

Cenni storici

Annessa all’importante e ricco complesso abbaziale, la chiesa attuale presenta una struttura articolata di gusto romanico con lievi influssi ogivali.

Il prospetto principale è movimentato dalla stratigrafia di vari interventi costruttivi come testimonia il sovrapporsi di lavori eseguiti in diverse epoche. Il primitivo edificio, la cui fondazione è riferibile al periodo altomedioevale, fu sottoposto a due radicali interventi di trasformazione: la prima all’inizio del XII secolo e la seconda con l’ampliamento operato verso il XIV secolo.

La porzione dell’edificio che risulta più antica è quella costituita da una prima cappella romanica, risalente forse al XII secolo, di cui è riconoscibile l’oculo inferiore, dalle linee semplici e ora leggermente decentrato rispetto a quello superiore, dal piccolo portico ad archi ogivali sorretti da tozze colonnine e dalla parte inferiore della facciata. All’inizio del XIV secolo furono aggiunti alla fabbrica i corpi laterali, che determinarono la ripartizione dell’aula interna in tre navate, la parete superiore della facciata che termina con il coronamento orizzontale decorato con archetti pensili intrecciati, il rosone con ghiera in terracotta, ed il portale atriano.

La struttura è punteggiata da elementi di frammenti erratici di reimpiego.

A sinistra del prospetto principale si innalza la torre campanaria aggiunta nel XV secolo.

Dettagli Dell’allestimento Curato Dall’Architetto Andrea Cavarocchi